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 | | Violenza in famiglia : CALVARIO DOPPIO!!
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| "PSICOFARMACI E VIOLENZE, FERMATE QUELLE COMUNITÀ" - Tuesday, May 12, 2009
DOVEROSE DA PARTE MIA SOLO ALCUNE PICCOLE PRECISAZIONI
- LA NOSTRA ASSOCIAZIONE NON SI OCCUPA DI PERSONE CON PROBLEMI PSICHICI, MA DI TUTELARE I DIRITTI DEI MINORI E DELLE FAMIGLIE, OVVIAMENTE ANCHE DI QUELLI CON PROBLEMI PSICHICI;
- LE ALTRE STRUTTURE COINVOLTE PARE CHE ABBIANO ANCHE LORO SUBITO DELLE VERIFICHE E DELLE ISPEZIONI MA A QUANTO CI RISULTA SONO ANCORA ATTIVE A PIENO REGIME SENZA ALCUN PROVVEDIMENTO SIMILE A QUELLO PRESO DAL SINDACO DI PELLEGRINO PARMENSE;
CONTINUO ANCORA A PORMI DELLE DOMANDE INQUIETANTI QUANDO MI TROVO DI FRONTE A FATTI SIMILI, E LE PONGO ANCHE A VOI:
- COME MAI SU CINQUE "COMUNITA'" GESTITE DALLE STESSE PERSONE SOLO SU UNA VIENE PRESO UN PROVVEDIMENTO DI CHIUSURA MENTRE LE ALTRE CONTINUANO TRANQUILLAMENTE COME SE NULLA FOSSE?
- COME MAI QUANDO SOSPETTATO DI QUALCOSA (NON NECESSARIAMENTE GRAVE) E' UN GENITORE I PROVVEDIMENTI VENGONO PRESI IMMEDIATAMENTE (A VOLTE, TROPPO SPESSO SENZA NEMMENO UNA INDAGINE SERIA CHE LI GIUSTIFICHI), MENTRE QUANDO COINVOLTI SONO SERVIZI SOCIALI, COMUNITA' E ISTITUZIONI IN GENERE NON VENGONO MAI PRESI DEI PROVVEDIMENTI QUANTO MENO DI TIPO CAUTELARE (RICORDO CHE LA CHIUSURA DI CAVANA' E' AVVENUTA SOLO DOPO LA DENUNCIA A MI MANDA RAITRE E DOPO QUASI UN ANNO DI INDAGINI)?
- IN QUESTI MESI SI E' PARLATO TANTO DI CERTEZZA DELLA PENA, COME MAI DI FRONTE A REATI COSI' GRAVI E INFAMANTI, SI CONTINUA A DARE IL SOLITO BUFFETTO SULLE GUANCE?
E INFINE LA DOMANDA PIU' INQUIETANTE DI TUTTE ......RIUSCIREMO MAI AD AVERE NEL NOSTRO TANTO DECANTATO BELPAESE UNA GIUSTIZIA .......DAVVERO...............
GIUSTA??????????????????????????
Le comunita' tuttora attive sono quelle di Fabbrico, in provincia di Reggio Emilia, quelle di 'Le Ali' e 'La Vela' in provincia di Genova e quella di Betonia, in provincia di Parma. A proposito di Cavana', l'unica comunita' chiusa per l'inchiesta, Frassanito racconta di aver avuto notizia di "percosse fisiche e violenze. Una ragazza e' stata costretta ad assumere la cosiddetta 'fialatura' e a restare in piedi malgrado non fosse in grado di farlo. Addirittura- continua- ci risulta un ragazzo morto in circostanze misteriose, mentre l'operatore che ha avuto il coraggio di denunciare gli abusi viene ora accusato dai dirigenti del centro di essere un drogato che spacciava all'interno di Cavana'". Il punto e': "Cosa vogliamo fare con i bambini che sono ospitati nelle altre strutture che dipendono da questo discusso psichiatra israeliano? Le autorita'- conclude Frassanito- intendono mandare accertamenti e ispezioni oppure vogliamo aspettare anche la' che passino due anni senza che nessuno intervenga?".
Indagati anche sette collaboratori di Shmueli. Qualche giorno dopo, il provvedimento degli arresti domiciliari nei confronti di Schmueli viene revocato. Ed e' a partire da questa ulteriore decisione della magistratura che parla Alfonso Frassanito, presidente di "Ioso'Carmela", associazione impegnata nella difesa dei diritti delle persone con problemi psichici ospitati in alcune comunita' che spesso adottano metodi "poco ortodossi" nell'assistenza. L'associazione ha collaborato a far emergere l'inchiesta che ha portato poi al provvedimento di arresto del direttore sanitario di Cavana'.
"Schmueli, che e' il principale accusato dai familiari di alcuni ragazzi ospitati nella struttura- denuncia Frassanito- e' ora di nuovo a piede libero. Come associazione ci chiediamo come sia possibile che questo psichiatra sul quale pendono accuse cosi' gravi sia gia' fuori e pronto a operare ancora". Frassanito sottolinea che alle dipendenze di Schmueli ci sono almeno altre 4 strutture che finora non sono state minimanente coinvolte in accertamenti o provvedimenti di ispezione. "Il problema e' che la 'liberazione' di Cavana' non e' sufficiente- sottolinea- Ci sono almeno altri 4 centri attivi tra Genova, Parma e Reggio Emilia, che fanno sempre a capo a questo individuo da un punto di vista sanitario e nei quali si continua tranquillamente ad operare".
Schmueli, insiste Frassanito, "e' uno psichiatra che ha delle coperture non chiare alle spalle. "Sospettiamo- afferma Frassanito- che molti degli infermieri che operano nelle strutture siano persone prive di qualsiasi professionalita'. Molti sono persone straniere che non possiedono la qualifica di infermieri e che quindi trattano con malati psichici senza avere la minima idea di che tipo di assistenza queste persone hanno bisogno".
Il presidente dell'associazione 'Ioso'Carmela' tiene a sottolineare la gravita' delle testimonianze che la sua associazione ha raccolto: "Ci sono ragazzi ospitati nella struttura- sottolinea- che venivano costretti ad assumere quella che veniva definita all'interno della comunita' come 'fialatura', un non meglio specificato cocktail di psicofarmaci che, e questa e' la cosa ancora piu' grave, diventava una vera e propria punizione nel caso in cui i ragazzi si comportassero male".
Ovviamente, continua Frassanito, "i ragazzi non avevano idea di che tipo di psicofarmaci stessero assumendo ne' nessuno si prendeva la briga di informarli su quello che dovevano prendere". La verita', prosegue, "e' che molti genitori hanno persino paura di parlare e ultimamente alcune famiglie si sono addirittura tirate indietro probabilmente perche' hanno subito delle pressioni da qualcuno".
Eppure, prosegue il presidente dell'associazione, "la situazione continua ad essere grave. Abbiamo circa 15 bambini in ognuno di questi centri, di eta' compresa tra i 9-10 anni fino verso oltre la maggiore eta'. Come gia' detto, le succursali di Cavana' continuano a lavorare come se niente fosse. Una situazione paradossale che cela appoggi politici e interessi enormi difficili da districare".
(DIRE) Roma, 12 mag. - Una vicenda terribile, che coinvolge decine di bambini e ragazzi e che purtroppo non ha ancora conosciuto la parola fine. E' quella della Comunita' Cavana' di Pellegrino Parmense, struttura di accoglienza e cura per minori e giovani adulti coinvolta in un'inchiesta giudiziaria per i metodi e gli abusi che sarebbero stati perpetrati al suo interno dal personale della struttura. Lo scorso aprile, il sindaco di Pellegrino Parmense, Roberto Ventura, ha revocato l'autorizzazione alla comunita' terapeutica. L'attivita' di assistenza sanitaria e sociale viene garantita ai soli ospiti attualmente presenti (con la supervisione dell'Ausl di Parma e dell'Asp 'Rossi Sidoli') ma per i ragazzi saranno cercate nuove soluzioni entro i prossimi 30 giorni.
La decisione del primo cittadino del comune parmense e' arrivata lo scorso 24 aprile dopo l'inchiesta giudiziaria che aveva portato agli arresti domiciliari il direttore sanitario della comunita', Ron Shmueli, 55 anni, psichiatra israeliano naturalizzato genovese, con l'accusa di maltrattamenti che avrebbero causato lesioni ai giovani ospiti. L'inchiesta era partita a seguito della denuncia di uno dei ragazzi che aveva lavorato come operatore all'interno della comunita' Cavana' ed era rimasto sconvolto dai metodi adottati dal personale della struttura verso i pazienti con problemi psichiatrici anche gravi in essa ospitati.
LA DENUNCIA: "SHMUELI, ARRESTATO E LIBERATO, 4 CENTRI OPERATIVI".
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| Lo sfogo di Gabriella (nome di fantasia) - Saturday, August 02, 2008
Passato l’8 marzo. Anche quest’anno, nonostante il gran clamore della Campagna Anti-violenza, sento l’inutilità di questa data. Ho avuto anche io un compagno violento... quattro anni di insulti, aggressioni verbali, fi siche: mi ha fratturato lo sterno salendomi sopra con il piede... il coccige a calci, mentre io a terra ero raggomitolata... occhi neri, contusioni. Ma non è per elencare le miserie della mia vita che scrivo...
Anche perché non mi sento una vittima: se avessi avuto più coraggio, meno vergogna, meno paura, avrei presentato prima le querele... e se avessi saputo l’inferno del dopo querela, sarei fuggita in una grotta del Kashmir.
Ed è qui che sta il punto: il Telefono Rosa supporta per un periodo limitato e sprona alla denuncia. Tutti dicono: «Abbiate coraggio, uscite allo scoperto, vi proteggeremo, vi aiuteremo».
Sì. Io l’ho fatto. Del resto non potevo farne a meno. Miavrebbe uccisa, la volta successiva. E non è un’iperbole.
Fate attenzione voi che gridate allo scandalo, che vi indignate per ciò che subiscono alcune donne all’interno delle mura domestiche. Fate attenzione a dare speranza, perché nei fatti non c’è. State zitti, abbassate gli occhi. In ospedale si incontra un medico attento, forse due. Tutti gli altri: ti guardano con compatimento e dimostrano una sensibilità professionale sottozero: il traumatologo che mi ha visitato mi faceva delle domande. Io ero confusa, rispondevo a monosillabi. Mi ha detto: “beh, quante storie per due “patele" in famiglia. Sembravo Primo Carnera dopo un incontro.
I marescialli, gli ‘insistenti’ sociali ti guardano come se fossi una scocciatura. In fondo ci sono cose ben più gravi di cui preoccuparsi. In genere ti chiedono: “Ma LEI cosa faceva per scatenarlo in questo modo?” Già, IO cosa facevo.
Chissà, scuocevo la pasta, non allineavo gli asciugamani? Non eseguivo il decalogo dei comportamenti che lui mi imponeva? Ero troppo stupida? Me lo diceva sempre anche lui... io ci ho pure creduto... ma anche se fosse... meritavo quell’inferno?
E’ possibile, ammissibile, giusto, condivisibile che CI venga chiesto “Perché?” Sapete cosa signifi ca Perché? Signifi ca: la ragione per cui, il motivo per il quale. Ragione e Motivo.
Due parole fortissime, importanti. Esiste un motivo che giustifi chi un uomo che picchia la compagna? Esiste una ragione socialmente, giuridicamente ammissibile? E’ una domanda umiliante, come umiliante, ai limiti della decenza in certi momenti, sono le reazioni dei medici, dei marescialli, delle strutture che promettono sostegno e aiuto, ma che poi svaniscono.
Il perché va chiesto a lui, ai LUI, sino allo sfi nimento, sino allo shock anafi lattico da reazione. Perché ci mettete nelle condizioni di dover giustificare quei momenti? Il perché, le ragioni che LUI aveva per picchiare, umiliare, fratturare, non esistono. Non esistono. Non esistono.
Io mi sentivo annichilita. Le fratture si saldano, i lividi ci mettono più o meno otto giorni a sbiadire, ma le parole che straziano la mente e il cuore no. Te le porti dietro, ti fanno ansimare in previsione del prossimo incontro col maresciallo, col giudice, con l’assistente-insistente sociale. Trafi le infi nite per dire sempre le stesse cose, con sempre più stanchezza e sempre meno convinzione di aver fatto davvero la cosa giusta. Sì certo, questi individui sono frustrati, ottusi, esercitano il loro dominio sulle compagne che giudicano oggetti non pensanti, eredi di culture medievali che ancora sopravvivono.
E’ la cultura del perché che le fa sopravvivere, la cultura dell’alibi culturale. Io sono in attesa del processo, la trafi la l’ho fatta. Voi lo sapete bene, avete dedicato un trafi letto alla mia storia. La bile l’ho ingoiata tutta, le lacrime essiccate. Avevo chiesto al Tribunale dei Minori, vista la gravità dei fatti compiuti in presenza di mia fi glia, il decadimento della Patria Potestà. La sentenza: non ha picchiato direttamente la bambina, quindi non si può escludere che sia un padre capace. Ho capito: la genitorialità è una questione di mira, come alle Olimpiadi: mirava bene, gli occhi neri li ha fatti solo a me (per fortuna), è un potenziale buon padre. Poco importa quali saranno i messaggi che un uomo violento inevitabilmente trasmetterà ad una piccola futura donna: sei un sacco da pugilato, tesoro. Se non ti comporterai bene, dovrai essere corretta.
Avevo chiesto al Telefono Rosa una relazione sulla mia richiesta di aiuto, da presentare al giudice come atto documentario.
Non la fanno, non è compito loro. Ho chiesto al Telefono Rosa di costituirsi con me parte civile, per sostenermi in quella causa che tanto avevano caldeggiato. Hanno detto di no, e non ho neppure capito bene il perché.
Ma una società civile, rappresentata dall’autorevole opinione dei Tribunali, può davvero tollerare? Con questa superfi cialità? Eppoi fanno la Pubblicità progresso... mapperpiacere!!! Che senso ha, VI chiedo, che le associazioni di supporto NON rilascino dichiarazioni, relazioni utili, non affi anchino fi no in fondo??? Che senso ha, chiedo, che le misure restrittive nei confronti dell’indagato scadano dopo sei mesi, come una bottiglia di latte UHT? E il processo inizia ad ottobre... fra 7 mesi. In questi 7 mesi si potrà di nuovo avvicinare a me, alla mia casa, al luogo in cui lavoro. E’ un uomo libero, mi dicono.
C’è la presunzione di innocenza. Ma pensa. Quando io ho sgranato tanto d’occhi, un poliziotto mi ha detto: «Semmai cerchi di evitarlo, cambi strada». Ah, giusto.. LUI è un uomo libero, IO no. IO devo cambiare strada, fare attenzione. Eggià. Grazie. E io quando tornerò ad essere una donna libera?
Io, che non sono maresciallo, né psicoterapeuta, né giudice, né assistente sociale (vivaddio) dico: Libero Arbitrio. Libero Arbitrio. Anche lui poteva scegliere di non stringere le mani attorno al mio collo, poteva fermarsi quando infi eriva su di me a calci e pugni, poteva uscire sbattendo la porta, poteva fare altre mille cose. Non l’ha fatto. E io? Potevo restare là, a prenderle fi nché non mi avesse massacrato. Del resto che altro conoscevo?
Libero Arbitrio. IO ho detto di NO. Ma ho fatto bene? Mi pento ogni minuto della querela, ogni minuto. Fra qualche mese mia fi glia se ne andrà nei week end con il padre reso autonomo da due assistenti sociali tronfi del loro pensiero liberale, due tizi che l’argomentativo orale l’hanno dilaniato in un vuoto di ragione, in un turbinio di frasi senza senso che rimbombano nelle mie orecchie. O fai come dicono loro o fai come dicono loro. “E’ pur sempre suo padre”; “In fondo in Consultorio si comporta bene”: “Era violento con lei, non con la bambina, tutto sommato” . Ed io non dormo più.
E che ora non Dio, ma l’aula del Tribunale, abbia pietà di me.
Tanti auguri davvero Donne.
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| Considerazioni - Saturday, August 02, 2008Tra le diverse segnalazioni che ci sono giunte, scelgo di segnalare questa perchè raggruppa in sè tutta una serie di ingiustizie che ci fanno comprendere che a volte (sempre più spesso, purtroppo) sono più assurde e dolorose le conseguenze di essersi rivolti alle Istituzioni per denunciare ed essere tutelati di quelle provocate dagli abusi e dalle violenze subite.
E' assurdo quanto accaduto a questa donna, ma ancora più assurde sono le Istituzioni che si sono occupate di questo caso, per carità la mia non è una presa di posizione generica e preconcetta contro tutti coloro che fanno parte ed operano per conto di esse, e sono assolutamente convinto che tra di loro ci siano persone di tutto rispetto e che svolgono i loro compiti con professionalità e coscienza, certamente lo è direttamente contro i servizi sociali in questione ed in particolare direttamente contro gli assistenti sociali che hanno seguito questa vicenda.
Queste vicende ci confermano che la nostra lotta per la riforma di questi servizi sociali e soprattutto sul loro controllo non può e non deve fermarsi.
Un ultima considerazione, non meno assurdo è il comportamento di alcune Associazioni, che dapprima illudono, incoraggiando alla denuncia, rassicurando le vittime e poi le abbandonano al loro destino, rifiutandosi addirittura di fornire una semplice relazione, nascondendosi dietro il più classico dei detti tipicamente "ITALIANI" ......."NON E' COMPITO NOSTRO".
PERCHE'??????
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 | | Sostieni "IoSòCarmela"
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| RICHIEDI IL MODULO ADESIONI! - Sunday, July 05, 2009
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| GIORNATA MONDIALE PER LA CONDANNA TOTALE DELL'ORGOGLIO PEDOFILO - Friday, June 26, 2009ESPONETE SU TUTTI I VOSTRI SITI, BLOG, COMMUNITY QUESTO SLOGAN

SPEGNIAMO TUTTI INSIEME LE LORO SPORCHE CANDELE
CON IL NOSTRO ....TOTALE DISGUSTO!!!!!!!!
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| Iscrizione non soci Convegno Roma - Wednesday, June 17, 2009
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| Iscrizione Soci Convegno Roma - Wednesday, June 17, 2009
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| Eventi solidali - Tuesday, May 19, 2009Condividi il tuo giorno più bello ......con tanti bambini!
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| Sostienici facendo i tuoi acquisti online. - Friday, May 01, 2009
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| DA OGGI PUOI DONARE ANCHE DA AMMADO - Saturday, February 07, 2009
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| Diventa socio Operativo/Aderente - Friday, October 17, 2008

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| Diventa Amico Sostenitore - Friday, October 17, 2008 
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