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| GIORNATA MONDIALE PER LA CONDANNA TOTALE DELL'ORGOGLIO PEDOFILO - Friday, June 26, 2009ESPONETE SU TUTTI I VOSTRI SITI, BLOG, COMMUNITY QUESTO SLOGAN

SPEGNIAMO TUTTI INSIEME LE LORO SPORCHE CANDELE
CON IL NOSTRO ....TOTALE DISGUSTO!!!!!!!!
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| Eventi solidali - Tuesday, May 19, 2009Condividi il tuo giorno più bello ......con tanti bambini!
Rendi il tuo matrimonio, compleanno, festa di laurea, battesimo, e qualsiasi altro evento che vuoi festeggiare e ricordare .....SPECIALE!
Con una libera offerta a sostegno dei nostri progetti, invieremo per te a tutti i tuoi invitati gli inviti e le partecipazioni online, rendendoli partecipi del tuo gesto solidale nei confronti di tanti bambini che grazie al tuo gesto troveranno un pò di serenità, pubblicando il tuo evento anche sul nostro sito!
Per informazioni info@iosocarmela.net
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| Sostienici facendo i tuoi acquisti online. - Friday, May 01, 2009
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Se scegli di diventare Socio Operativo collaborerai attivamente con noi, se invece scegli l'opzione di Socio Aderente sarai costantemente aggiornato sui nostri progetti e sulle nostre iniziative. In entrambi i casi riceverai la relativa tessera di socio e potrai verificare tutto il nostro operato. La quota sociale annuale è di soli 30€ read more ...
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| Diventa Amico Sostenitore - Friday, October 17, 2008 
Con una libera offerta diventerai Amico sostenitore di "IoSòCarmela" e contribuirai alla realizzazione dei nostri progetti, puoi donare anche un solo euro, servirà ugualmente a donare un sorriso ad un bambino e a dare serenità ad una famiglia. read more ...
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 | | ATTIVAZIONE SPORTELLO SOCIALE PER I MINORI E LE FAMIGLIE DI "IoSòCarmela"
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| Primi risultati di "IoSòCarmela" - Sunday, April 19, 2009
http://parma.repubblica.it/dettaglio/vivevano-nel-terrore-e-la-fine-di-un-incubo/1618586?edizione=EdRegionale
"Vivevano nel terrore è la fine di un incubo"
Lella Fulgoni, presidente del Comitato per la difesa dei malati psichici, racconta l'impegno dell'associazione nel caso Cavanà: "I famigliari dei ragazzi mi hanno chiamato appena saputo dell'arresto del direttore: si sentono liberati". Racconta di aver visto un caso di maltrattamento con i propri occhi
di Maria Chiara Perri (Repubblica)
"Mi hanno chiamato i famigliari dei ragazzi questa mattina alle 5, appena saputa la notizia. Siamo liberi da un incubo, mi hanno detto. Finalmente è finita. Piangevano". Sono le parole di Lella Fulgoni, presidente del Comitato per la difesa dei malati psichici. Un'associazione che ha partecipato attivamente alle indagini che hanno portato all'arresto del direttore della struttura psichiatrica Cavanà, Ron Shmueli. La stessa Fulgoni ha testimoniato davanti agli uomini del Nas e l'associazione si è adoperata per far venire alla luce quanto avveniva dietro le mura della residenza di Pellegrino Parmense, recando testimonianze di giovani ospiti e dei loro famigliari e documantazioni.
"Alcuni pazienti o famiglie erano succubi di Shmueli, lo vedevano come un dio in terra e facevano qualsiasi cosa lui avesse consigliato - spiega Lella Fulgoni - altri invece ne erano terrorizzati, ma non sapevano come muoversi perché lui aveva in mano i loro ragazzi. Alcuni, non appena diventati maggiorenni se ne sono andati. Shmueli però faceva di tutto per convincerli a tornare. Adesso si sentono liberi. Tanto è dovuto a Lorenzo Vecchi, che per primo ha fatto la denuncia e da quel momento ne ha passate di ogni".
I quindici giovanissimi ospiti della struttura convenzionata con l'Ausl venivano nella maggior parte dei casi da Genova. Originario di Parma è solo un diciassettenne. Molti di questi minorenni erano stati tolti alla famiglia dai Servizi sociali perché i genitori erano stati ritenuti incapaci di svolgere i compiti educativi: "Ho sentito nella voce di questi genitori tutta l'impotenza per non poter difendere i propri figli" dice Fulgoni.
In seguito alla denuncia dell'educatore Lorenzo Vecchi, diverse associazioni che difendono i diritti dei malati psichiatrici si sono interessate al caso: oltre al comitato presieduto da Lella Fulgoni, il gruppo Elleboro e l'associazione nazionale Io sò Carmela.

"Ci siamo riuniti per far emergere particolari su una realtà che all'apparenza era perfetta. Chi entrava nel Cavanà trovava tutto pulito, in ordine, arredamenti moderni. Nessun segno di disagio. Ma questa asetticità nascondeva una realtà di disciplina impressionante. I ragazzi non potevano parlare con nessuno senza il permesso degli educatori. C'è stata persino la lettera pubblicata su un quotidiano locale di una residente di Pellegrino che, magnificando i metodi di Shmueli, raccontava che i ragazzi prima di rispondere guardavano l'educatore per avere l'assenso. Non solo: una volta siamo andati al centro per parlare con gli ospiti e alcuni operatori ci scattavano foto dalle finestre. quasi un comportamento intimidatorio".
La stessa Fulgoni ha visto con i propri occhi un caso di maltrattamenti da parte del direttore sanitario verso un giovane ospite della struttura, poi riportato nella testimonianza resa al Nas: "Quest'estate avevano allestito una mostra nel giardino del Cavanà, con i lavori dei ragazzi. Io ero andata a vederla e un giovane ospite era sceso per salutarmi. Gli ho fatto una domanda, gli ho chiesto se aveva fatto lui alcuni quadri. Quando stava per rispondermi, Shmueli lo ha preso per il retro del collo all'improvviso, lo ha fatto chinare, erlava isterico 'Taci, taci! Lo ha consegnato a un operatore perché lo riportasse dentro'". Quasi come un prigioniero. Come deve sentirsi Shmueli adesso.
(16 aprile 2009)
COMINCIAMO A REGALARE I PRIMI SORRISI!!!!!
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| 16 aprile 2009 due piccole grandi vittorie! - Thursday, April 16, 2009
Post n°202 pubblicato il 16 Aprile 2009 da alfio38
Sono appena rientrato da Taranto ed oggi finalmente ho potuto sentirmi, forse per la prima volta, soddisfatto, non tanto per il fatto che nonostante le richieste dei tre imputati di non luogo a procedere non siano state prese in considerazione e quindi tutti e tre sono stati meritatamente rinviati a giudizio, ma soprattutto perchè stavolta finalmente ho trovato un giudice (donna anche stavolta) che ha rigettato le eccezioni presentate dai legali della difesa sulla mia costituzione di parte civile in proprio E NON SOLO IN QUALITA' DI ESERCENTE LA POTESTA' GENITORIALE DEI MIEI ALTRI DUE FIGLI ribadendo il concetto che secondo loro io legalmente non avrei alcun legame di parentela con Carmela e quindi non avrei subito alcun danno. Ho trovato estrema soddisfazione quando lo stesso giudice si è espresso dicendo in sostanza che anche se per la legge e per la burocrazia io non sarei nulla per Carmela è altrettanto evidente che per 12 anni io ho di fatto assolto al compito di genitore nei suoi confronti pienamente confermato ed apprezzato da Carmela e 12 anni di convivenza con la mia piccola hanno creato un rapporto che affettivamente è esattamente alla pari con quello tra una figlia ed un genitore "biologico" e quindi di fatto la mia costituzione di parte civile risulta assolutamente legittima al di la del fatto di essere "burocraticamente" un genitore o meno. DI FATTO E' STATA PIENAMENTE RICONOSCIUTA LA MIA FIGURA DI PAPA' DI CARMELA E FINALMENTE NON PIU' PRESA IN CONSIDERAZIONE QUELLA ODIOSISSIMA PER ME DI PATRIGNO.
Altra nota a cui sento di farvi partecipi è stato il comportamento dei legali della difesa, che devo ammettere che è stato assolutamente etico e morale, in quanto nonostante abbiano preso delle posizioni a momenti anche abbastanza dure (e questo comunque fa parte del loro dovere) nei miei confronti e di Carmela sono rimasti sempre nei limiti della dignità e del rispetto verso di noi non esprimendo alcuna offesa gratuita pur ottemperando comunque ai loro doveri nei confronti dei loro assistiti.
QUALCUNO, CHE LEGGENDO (E SO PER CERTO CHE MI LEGGE, VERO??????) AVRA' SICURAMENTE LA CODA DI PAGLIA PRENDA ESEMPIO ED IMPARI A COMPORTARSI ANCHE DA UOMO!!!!!!!
Di fatto è stato ancora una volta, come nel caso dei minorenni, fatto il primo passo, la procedura di questo processo stavolta non sarà accompagnato dalle assurde e ridicole norme che regolano il processo minorile, noi avremo la possibilità di dire la nostra di intervenire e tutelare il buon nome di nostra figlia, ma siamo consapevoli che siamo soltanto all'inizio del vero e proprio processo. Per la prima volta da quando è cominciata tutta la nostra vicenda mi trovo a vedere un barlume di fiducia nella giustizia, è ancora troppo presto per esprimerne in termini più corposi la quantità.
Mi auguro che il processo vero e proprio segua l'etica e la moralità dimostrata da tutte le parti in questa udienza preliminare anche riconoscendo a tutte la parti il diritto di confermare le proprie accuse e agli imputati di difendersi da esse, sempre e comunque nei limiti della decenza e della dignità umana e professionale.
In questi giorni chi mi segue anche su facebook, avrà certamente notato il mio stato d'animo particolarmente triste e profondamente sconsolato per le numerose ricorrenze che si sono accumulate tutte insieme, fin da quando è stata fissata la data di oggi ho invocato e sperato che fosse un segnale di svolta visto che coincideva con l'anniversario (il 2°) della morte di Carmela. In questi ultimi tre giorni ho condiviso con lei tutto il mio dolore e la mia rabbia ed il mio senso di impotenza di fronte alla lentezza ed alla mancanza di alcun tipo di provvedimento nei confronti di chi le aveva fatto del male, ovviamente non mi riferisco non solo agli stupratori ma anche e soprattutto verso le istituzioni e gli operatori che per esse hanno operato nella gestione del nostro caso.
In questi giorni ho invocato Carmela a starmi vicino, a farmi sentire la sua presenza consapevole che solo lei poteva ricaricare le batterie della mia forza e determinazione nell'andare fino in fondo, fortemente messe alla prova dalla sfiducia, dalla esasperazione dall'ipocrisia dalla cattiveria che puntualmente incontro sulla mia strada.
IO SENTO CHE MI HA ASCOLTATO ED ACCONTENTATO, E LA TESTIMONIANZA CHE RAFFORZA QUESTA MIA SENSAZIONE E' CHE OGGI MI HA FATTO VINCERE, COMUNQUE VADANO A FINIRE TUTTI I PROCEDIMENTI PENALI E NON IN CORSO, FACENDO AMMETTERE ALLA LEGGE ED ALLE ISTITUZIONI CHE IO SONO E SARO' SEMPRE PER CHIUNQUE E DA OGGI ANCHE PER LA LEGGE
SUO PADRE!!!!!!!
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| 15 APRILE 2009! Un anno dopo ...... - Tuesday, February 10, 2009Oggi per la nostra famiglia è un giorno che ci fa fermare a riflettere sui mille perchè, che ancora ci tormentano, nostra figlia non c'è più.
Oggi per tutti noi è un giorno di lutto che abbiamo voluto trasformare in un giorno che significasse invece come una sorta di rinascita.
Oggi per tutti noi è già diventato il primo anno di vita della nostra Associazione "IoSòCarmela" che oltre naturalmente a perseguire gli obiettivi di tutelare i diritti dei minori e della famiglia per cui è nata, intende far diventare questo giorno come il volo simbolico di Carmela anzichè verso la morte diretto invece verso la vita, quella che tutti noi cercheremo di salvare alle tantissime (purtroppo) Carmele che vagano disperate alla ricerca di aiuto.
In questo anno difficilissimo, abbiamo compiuto passi importanti, abbiamo lavorato sodo per creare una rete di professionisti volontari a livello nazionale che ci possa permettere nell'immediato prossimo futuro di realizzare finalmente il nostro ambizioso progetto dello "Sportello sociale per minori e famiglie". In questo anno ci siamo già attivati nell'accompagnare assistere ed aiutare coloro i quali hanno avuto fiducia nel nostro dolore e nel nostro impegno verso la realizzazione dei nostri progetti al punto da trovare il coraggio di chiederci aiuto e noi abbiamo sempre risposto anche oltre i nostri limiti e soprattutto senza mai chiedere nulla in cambio tenendo fede ad uno degli aspetti fondamentali del nostro progetto LA GRATUITA' del nostro impegno.
In questo anno abbiamo messo a punto, in sostanza, e iniziato a creare questa rete che è fondamentale per la buona riuscita delle nostre iniziative, contattando e accogliendo tanti volontari e professionisti nella nostra associazione, allacciando rapporti e collaborazione con altre associazioni già operative e che abbiano fini ed obiettivi il più possibile comuni ai nostri prima fra tutte il Comitato Nazionale di FarmacoVigilanza "GiùLeManiDaiBambini", ci abbiamo provato anche con le istituzioni che come al solito invece partecipano e sostengono solo con le parole e le promesse fini a se stesse ma puntualmente decadenti proprio nel momento in cui devono invece diventare concrete.
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In questo anno, la nostra inesperienza (mi riferisco all'aspetto .... "manageriale") ci ha purtroppo anche portato a commettere degli errori di valutazione intraprendendo delle iniziative nate e realizzate con la sola intenzione di portare avanti il nostro progetto.
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Tali iniziative, infatti, hanno però gravato in modo significativo sull'intera associazione, che aveva assunto impegni ben precisi.
A quanti si siano dedicati con la nostra stessa passione ed hanno offerto la loro professionalità per perseguire i fini dell'associazione (e che comunque ringraziamo per la pazienza sin qui manifestata), chiediamo solo di aspettare ancora un pò, manifestando loro la sincera volontà di onorare i nostri debiti fino all'ultimo centesimo.
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A tutto ciò aggiungiamo che tutto quanto fatto fino ad ora è stato reso possibile attraverso le generose ma ahimè pochissime donazioni ricevute, dalle quote sociali di coloro che hanno aderito come soci e soprattutto dal nostro impegno e dai nostri enormi sacrifici economici e di tempo dedicato alle nostre cause.
Attraverso il nostro sito, i nostri blog, e tutti i mezzi di comunicazione possibili abbiamo cercato di far girare il nostro messaggio ricevendo in cambio tantissimi incoraggiamenti, tantissimo sostegno morale, tantissima indignazione ma purtroppo anche tantissima ipocrisia ed indifferenza.
Per regalare un sorriso ai nostri bambini ed a tutte le famiglie che si rivolgono a noi occorrono anche e soprattutto aiuti concreti sia in termini di attivismo personale sia in termini puramente economici e materiali di ogni tipo.
Noi fino a quando ne avremo la forza e anche oltre andremo avanti per la nostra strada, convinti che quanto stiamo cercando di fare sia giusto e sacrosanto e visto che qualche sorriso di ricompensa lo abbiamo già ottenuto per noi comunque vada sarà stato un successo.
Ci apprestiamo a cominciare questo nuovo anno di attività della nostra Associazione con la consapevolezza delle difficoltà cui sapevamo di dover affrontare proprio perchè importanti sono gli obiettivi da raggiungere, consapevoli della determinazione nostra e dei nostri volontari ma anche speranzosi che sempre più persone con il loro sostegno ci diano la forza numerica ed economica affinchè i sorrisi che ci andremo a "guadagnare" siano sempre più numerosi.
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| SPORTELLO SOCIALE PER I MINORI E LE FAMIGLIE - Friday, February 06, 2009Caro/a amico/a,
dopo aver speso tanto tempo e risorse per organizzare e mettere a punto i nostri progetti, aver iniziato a proporli sul territorio, aver cominciato a raccogliere segnalazioni e denunce, aver ricevuto richieste di collaborazione da altre realtà simili alla nostra e comunque con obiettivi e principi comuni, aver cominciato a rispondere con i fatti alle numerose richieste che ci sono pervenute, è arrivato il momento di realizzare ciò che per noi rappresenta la base della nostra stessa esistenza e cioè quello "sportello sociale per minori e famiglie" che sia subito operativo e ramificato su tutto il territorio nazionale e che funga da risorsa parallela al servizio pubblico tutelando i diritti di bambini e famiglie anche dalle ingiustizie e dagli abusi che purtroppo ormai troppo spesso arrivano proprio dal servizio pubblico. In sostanza in attesa che l'iter burocratico della nostra petizione "Controlliamo i controllori", che si prospetta abbastanza lungo come qualsiasi altra iniziativa volta a riformare delle Istituzioni Pubbliche, abbia il suo corso, intendiamo metterlo da subito in pratica.
Abbiamo strutturato il nostro "Sportello sociale per minori e famiglie" in questa maniera:
- Attivazione di un numero verde per offrire a chiunque la possibilità di contattarci senza alcuna spesa e da ogni parte d'Italia ;
- Costituzione di equipe di professionisti dislocate sul territorio che si occupino delle problematiche per le quali viene richiesto il nostro aiuto, che siano esse legali, mediche, psicologiche, sociali e di qualsiasi altra natura;
- Fornire attività di mediazione familiare, sia nei casi in cui i minori siano già in istituti e/o comunità sia nei casi in cui siano ancora nel nucleo familiare in difficoltà;
- Tutelare i diritti dei minori ospitati in comunità di qualsiasi tipo e genere soprattutto laddove la famiglia originaria del minore stesso ritiene che tali diritti non vengano tutelati;
- Fungere da tramite tra il minore e/o la famiglia accompagnandoli e tutelandone i loro diritti durante tutto il percorso che li vedrà costretti a rivolgersi ai servizi sociali pubblici.
Tutto quanto sopra descritto sarà fornito ai minori ed alle loro famiglie in maniera totalmente gratuita.
Per tutto quanto sopra descritto noi non percepiamo alcuna retta da qualsivoglia ente pubblico.
Il nostro è un progetto molto importante ed impegnativo e per realizzarlo, vista l'indifferenza e soprattutto la colpevole lentezza della burocrazia italiana, richiede un notevole impiego di risorse sia umane che economiche e materiali.
Noi il nostro lo stiamo mettendo, da soli riusciremo ad aiutare e sostenere ben pochi bambini e ben poche famiglie, ci affidiamo anche alla tua sensibilità per riuscire a dare un sorriso al maggior numero possibile di bambini e famiglie.
Puoi sostenere questo nostro progetto anche con un solo euro, e per Pasqua sarai consapevole di aver contribuito a rendere più civile e rispettoso dei diritti dei bambini e delle famiglie questo nostro Paese.
A tutti coloro che contribuiranno a questa iniziativa, invieremo gratuitamente il rapporto sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia relativo al biennio 2007/2008 realizzato da Save the Children.
Un ringraziamento particolare da parte nostra e di tutti i bambini che anche grazie a voi riusciranno a trovare un sorriso!
Puoi effettuare la tua donazione come meglio credi, clickando sui pulsanti PAYPAL per le donazioni del nostro sito, con un vaglia postale online indirizzato a Associazione IoSòCarmela, o con bonifico su queste coordinate bancarie CODICE IBAN IT22D3600253570000908001215 specificando in ogni caso nelle causali "contributo attivazione sportello sociale per minori e famiglie", in questo modo sarai certo che la tua donazione sarà interamente utilizzata esclusivamente per lo sportello sociale.
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| "Il Graffio" Telenorba 19/01/2009 - Tuesday, January 20, 2009
ARTICOLO SOTTOPOSTO A SEQUESTRO PREVENTIVO
TRIBUNALE DI TARANTO
UFFICIO DEL G.I.P. (P. P. 1757/09 R.G.N.R.)
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| Carmela, 13 anni, suicida dopo la violenza - Thursday, August 14, 2008
Carmela, 13 anni, suicida dopo la violenza
I genitori: noi, in cerca di giustizia ma abbandonati
di Vincenza de Iudicibus
ROMA (13 agosto) - Sono passati sedici mesi da quando Carmela volò dal settimo piano di un palazzo nel popoloso quartiere Paolo VI di Taranto. Subito si parlò di suicidio. Ma il gesto della ragazzina, 13 anni appena, fu il tragico epilogo di un periodo di grande sofferenza cominciato alcuni mesi prima. Allontanatasi da casa a novembre del 2006, Carmela era stata trovata dopo quattro giorni dal padre, Alfonso Frassanito. Le visite in ospedale rivelarono che la bambina era stata drogata con anfetamine e violentata. Un punto di non ritorno per Carmela la cui vita, come dice Frassanito, «è stata breve e sfortunata».
Carmela. Aveva perso il papà quando aveva appena un anno, poi la mamma Luisa Maiello si era sposata con Alfonso, venditore al mercato, che a Carmelina aveva voluto sempre bene come fosse figlia sua. Luisa e Alfonso le avevano regalato anche due fratellini. E’ lui a ripercorrere gli ultimi mesi di vita di “sua figlia”. Dall’allontanamento da casa al volo dal settimo piano in cui lei se ne andò per sempre. «Carmela aveva denunciato i suoi aggressori, alcuni minorenni e un maggiorenne – dice – Contro la volontà mia e di sua madre, era subito partita la procedura per affidarla al centro “L’Aurora” di Lecce. Ci dissero di fidarci, che la bambina sarebbe stata in buone mani. Notammo dopo un po' di tempo che qualcosa non andava. Carmela in quel posto non ci voleva stare, avrebbe preferito stare a casa con noi, ma non era solo questo. I medici ci assicuravano che tutto era sotto controllo. Solo dopo avremmo scoperto che in realtà la bambina era stata sottoposta a una cura di psicofarmaci. Che da quel posto era scappata due volte». Dopo circa tre mesi Carmela viene trasferita al centro “Il Sipario” di Gravina di Puglia: «Qui sembrava che le cose andassero meglio. I medici ci avevano però confermato, dopo l’arrivo delle cartelle di Carmela da Lecce, che la bambina era stata sottoposta a una cura di psicofarmaci e che non si poteva smettere d’un colpo. Che avrebbero dovuto diminuire le dosi poco a poco. Nel fine settimana andavamo a prenderla e la portavamo a casa. Ero io stesso a darle i farmaci: En e Haldol».
Poi, la domenica del 15 aprile 2007, Carmela disse che andava al bagno. E invece volò dal settimo piano di casa sua: «Si è sempre detto che è stato un suicidio – dice Frassanito – Il corpo in strada era lontano dal palazzo, il che non sarebbe accaduto se si fosse trattato di una caduta. Ma noi non escludiamo che possa anche essere cascata giù, era sempre così stordita dai farmaci che prendeva. E poi una delle sue scarpe fu ritrovata al quarto piano del palazzo. Il che fa pensare che il suo corpo possa aver urtato durante la caduta».
La mamma e il papà di Carmela non si rassegnano, vogliono che sia fatta giustizia: «Ma le istituzioni ci hanno abbandonato», dicono. Prima dei quattro giorni lontano da casa Carmela aveva raccontato ai genitori dell’interessamento nei suoi confronti da parte di un giovane sottufficiale della Marina. Ma nei suoi confronti la polizia non aveva trovato riscontri per avviare un procedimento penale. «Lui aveva ammesso di aver incontrato la bambina diverse volte – dice Frassanito – Salvo poi ritrattare in sede di interrogatorio. Lo vedevamo davanti alla scuola media Frascolla, sempre accanto a ragazzini. Continuava a passare sotto casa nostra, per noi era una provocazione. In città era conosciuto come "il pedofilo di San Vito". Con lui sono arrivato più volte anche allo scontro fisico. Diverse persone dissero di averlo visto varie volte vicino a nostra figlia».
Saranno sottoposti a processo il prossimo 1 ottobre due dei minorenni denunciati, le cui confessioni sono state però «camuffate come prestazioni consenzienti. Molto probabilmente - dice il papà di Carmela - Si concluderà con una condanna ridicola, facendo passare ancora una volta Carmela come quella che “ci stava”, mentre era solo una bambina». In tutta questa dolorosa vicenda il padre di Carmela dà la colpa alle istituzioni per la loro lentezza, e ai medici di quell’istituto in cui Carmela era stata rinchiusa, che le avrebbero somministrato pesanti dosi di psicofarmaci. «Strano è che l’autopsia non abbia riscontrato l’uso di quei farmaci, la cui somministrazione a Carmela è ampiamente dimostrata dalla presenza di documenti scritti», dice.
Per i genitori di Carmela la lotta continua. «Non potevamo restare a guardare gli aggressori di nostra figlia che giravano liberamente. C’era poi chi aveva accusato me di chissà quali azioni, non essendo io il padre naturale di Carmela». Quindi la decisione di lasciare Taranto e trasferirsi a Napoli, città in cui la mamma di Carmela era nata e dove con difficoltà assieme al marito e alle due bimbe tenta di ricominciare. «Carmela non può essere dimenticata. E se le istituzioni non daranno la risposta che ci si aspetta non abbimo intenzione di arrenderci».
L’associazione “IoSòCarmela”. Il 15 aprile 2008, un anno dopo la tragedia, Alfonso e Luisa decidono quindi di dare vita all’associazione “IoSòCarmela”, come la frase che la ragazzina pronunciava quando voleva attirare l'attenzione. L'associazione si occupa della tutela dei diritti umani e civili della famiglia e dei minori: «Questa tragica esperienza ha fatto nascere in noi la voglia di lottare ad ogni costo per ottenere giustizia e dare un senso alla morte di nostra figlia Carmela, di mettere il nostro vissuto a disposizione delle purtroppo tantissime altre Carmele e delle loro famiglie, affinché non accada più quello che è successo a noi». In collaborazione con il comitato Giù le mani dai bambini abbiamo aderito al progetto, “scuole protette”. A settembre partiremo nel teritorio di Napoli per avviare dei sondaggi ed elaborare progetti diversi secondo le esigenze dei vari istituti. L’11 ottobre a Napoli terremo invece uno spettacolo presso il teatro Totò, in cui sarà rappresentata una storia di abusi su minori della compagnia teatrale “La Fiumara” di Firenze. Sarà un’occasione per farci conoscere, presentarci al pubblico. Sul sito internet dell’associazione è stata poi avviata una petizione dal titolo “Controlliamo i controllori”, che ha lo scopo di proporre una sorta di Osservatorio nazionale che vigili e controlli i servizi sociali, affinché vengano garantiti con i fatti tutti i diritti umani e civili che molto spesso vengono calpestati proprio da coloro che sono preposti alla loro tutela. «La funzione principale di questo Osservatorio - si legge - deve essere quella di vigilare e controllare la reale professionalità degli addetti di questo servizio ed il regolare e doveroso rispetto della giustizia e dei diritti umani e civili delle famiglie e dei minori, e nei casi in cui venga riscontrato il contrario, denunciare subito quanto riscontrato alle sedi preposte per prendere i provvedimenti del caso».
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 | | Psicofarmaci ai minori?
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| Psicofarmaci ai minori???? - Monday, July 28, 2008Sempre più spesso in Italia di fronte ai disagi psicologici e comportamentali di bambini e adolescenti medicina e psichiatria fanno ricorso alla somministrazione di psicofarmaci.
I dati forniti dal Ministero della Salute appaiono a dir poco allarmanti: sono circa trentamila gli adolescenti che nel nostro Paese assumono farmaci antidepressivi mentre sette bambini su mille soffrono di sindrome da iperattività (difficile da diagnosticare però.... e allora vai con il crescente numero di queste diagnosi...).
In Italia si cerca di effettuare uno stretto controllo sulla situazione, onde evitare il ricorso al farmaco in assenza di una precisa diagnosi; perché il problema sta proprio qui: è difficile diagnosticare una depressione in un’adolescente o una sindrome da iperattività in un bambino di 6 anni, dato che il bambino difficilmente riesce a spiegare e descrivere i sintomi soggettivi che accusa ma che devono essere correttamente interpretati dallo specialista.
A volte un disagio, più o meno profondo, in giovane età può essere risolto con una psicoterapia e non subito etichettato come una patologia psichiatrica, come spesso accade. E’ il caso della Adhd (Attention deficit hyperactvity disorder) conosciuta come Sindrome da Iperattività. E’ uno dei disturbi psichici più comuni dell’età evolutiva, che si manifesta nei bambini in età scolare, caratterizzato da iperattività, impulsività, incapacità a concentrarsi. A scuola il bambino parla in continuazione, non segue la lezione, non riesce a stare fermo, disturba. Spesso con il passare degli anni il disturbo regredisce ma è indispensabile tenerlo sotto controllo attraverso una terapia psicologica che sostenga ed informi famiglie ed insegnanti.
I farmaci più prescritti, oltre ai classici triciclici, antidepressivi della vecchia generazione, il Ritalin, una molecola simile all’amfetamina, da poco sul mercato italiano, impiegato nei casi di sindrome da iperattività, a partire già dai sei anni di età e la fluvoxamina, per la sindrome ossessivo-compulsiva. Questi farmaci, oltre ai noti effetti collaterali quali alterazione dei cicli di sonno e veglia, perdita di peso, tic, danni epatici, possono avere effetti devastanti sulla salute, la crescita e l’equilibrio-psico-fisico dei bambini, effetti non facilmente prevedibili e che possono manifestarsi anche nel lungo periodo.
Secondo Maurizio Bonati, responsabile del Laboratorio per la Salute Materno – Infantile dell’Istituto Mario Negri di Milano, intervistato per il Venerdì di Repubblica da Lia Damascelli, “in Italia il consumo di antidepressivi negli ultimi cinque anni è raddoppiato e la crescita è stata maggiore rispetto a quella registrata per gli adulti”.
Negli Stati Uniti e nei Paesi del Nord Europa la situazione è ancora più preoccupante e l’uso degli psicofarmaci nei bambini è rispettivamente sette e tre volte maggiore rispetto al nostro Paese. Però mentre in questi Paesi si comincia a registrare un’inversione di tendenza, dettata dalla consapevolezza dei pericoli dell’uso di queste molecole nei più giovani, in Italia sembra accadere il fenomeno contrario, sebbene sotto un più stretto controllo medico, come fa notare Bonati.
Per questo motivo in Italia è partita, per iniziativa di alcune associazioni (ASVI, Ccdu, Cesvic, Wda), la campagna informativa “Perché non accada anche in Italia” (www.perchenonaccada.org), alla quale hanno aderito numerosi personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. La campagna si pone l’obiettivo di spiegare quanto sia difficile fare una diagnosi e quanto sia rischioso il ricorso agli psicofarmaci nei bambini. Perché il farmaco rimanga davvero l’ultimastrada percorribile.
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| Impiego del RITALIN come farmaco antibullismo? - Monday, July 28, 2008Alcuni hanno citato il Ritalin come farmaco antibullismo... ma iperattivo non vuol dire affatto bullo!!! Stiamo impazzendo?
Si sta scrivendo molto sul bullismo e i titoli sensazionali attirano lettori "La pillola contro il bullismo". Siamo seri, evitiamo di distorgere il problema.
Di deficit di attenzione e/o iperattività secondo psichiatri e neuropsichiatri avrebbero sofferto Beethoven, Mozart, Salvador Dalì e Pablo Picasso, Leonardo da Vinci e Galileo Galilei, Issac Newton, Stephen Hawkins, Napoleone, J. F. Kennedy ed altri celebri personaggi...
Ciò che dimostra la citazione del Ritalin come farmaco "antibullismo" è l'ennesimo ricorso ad una ricetta miracolosa2 per affrontare e superare una problematica (sia essa l'iperattività o il bullismo) complessa e che non può risolversi con una pillola: "i bambini vengono drogati per risolvere problemi che andrebbero superati in termini pedagogici"1.
Ma cosa è il Ritalin? E' un eccitante del sistema nervoso che ha effetto calmante sulla sfera emotiva e del comportamento.
Dal punto di vista della sua classificazione tossicologica questo farmaco si trovava nella stessa tabella di cocaina, anfetamina, oppiacei e barbiturici (categoria degli stupefacenti). E' poi passato dalla tabella degli stupefacenti a quella degli psicofarmaci, prescrivibili con ricetta speciale.
Ben noto negli Stati Uniti dove le stime dicono che sono 6/7 milioni i minori curati con il farmaco, il Ritalin è da tempo sul banco degli imputati per le relazioni illecite fra psichiatri, governi e case farmaceutiche. Le cause legali in essre coinvolgono l'Associazione Americana degli Psichiatri (APA) e l'Associazione degli utenti CHADD "Children and Adults with Attention Deficit/Hyperactivity Disorder", per collusione con la casa farmaceutica Novartis (ex Ciba-Geigy) che produce il Ritalin.
L'accusa per gli psichiatri è di avere preso soldi dalla multinazionale del farmaco per formulare criteri diagnostici sempre più elastici e inclusivi per favorire la vendita del Ritalin.
La paura in Italia è quella dell'abuso di psicofarmaci sui minori, delle prescrizioni facili e dell'utilizzo inappropriato giusto per "sedare" bambini considerati come eccessivamente vivaci. Da valutare anche la somministrazione da parte di genitori che non hanno ricevuto una corretta informazione sui potenziali effetti collaterali del farmaco, soprattutto in termini di assuefazione e dipendenza.
Da precisare che solo il 50% dei bambini che si rivolgono agli specialisti è davvero affetta davvero da deficit dell'attenzione e/o iperattività e che solo una piccola parte di questi ha (avrebbe) davvero bisogno del farmaco. Scrivo avrebbe poiché persino l'APA, l'American Psychological Association, dichiara che "non vi sono test diagnostici affidabili ed oggettivi" (e figuratevi che ci sono siti che propongono un test on line per verificare on line se vostro figlio ha "la sindrome").
Per fortuna da noi per controllare l'uso sicuro del Ritalin è stata individuata una procedura che ne vincola la prescrizione ad una diagnosi precisa e ad un piano terapeutico: tutti i dati dei pazienti e gli esiti dei controlli sull'efficacia e la tollerabilità del farmaco saranno inseriti in un Registro nazionale istituito presso l'Istituto Superiore di Sanità.
Ma lo sappiamo bene, le procedure dipendono sempre dalle persone.
Il rischio che genitori e insegnanti cerchino una soluzione farmacologica a comportamenti da loro valutati come anormali è alto. Inoltre non saprei valutare il numero degli specialisti poco propensi a spostare l'attenzione sulle scomode e difficili dinamiche relazionali familiari ed extrafamiliari, non sarebbe forse meglio opporsi a priori ad un uso così pericoloso di un farmaco, soprattutto per le fasce di età inferiori?.
1 Claudio Ajmone, presidente dell'Osservatorio Italiano per la Salute Mentale.
2 "Invece di affidare a un farmaco "miracoloso" la salute psichica dei nostri figli - ha dichiarato lo psichiatra Massimo Cozza, coordinatore della Consulta Nazionale per la Salute Mentale - dovremmo portare avanti una maggiore attenzione alle problematiche della salute mentale dell'età evolutiva utilizzando in primo luogo gli strumenti psicologici e di intervento sociale, e realizzando su tutto il territorio nazionale i servizi previsti dal Progetto Obbiettivo già varato in materia, ma ancora in gran parte inattuato".
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 | | Inaugurato il Centro di Relazioni Umane
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